
È un amarcord degli anni Cinquanta che racconta le vacanze al mare di una famiglia belgo-fiamminga ad Ostenda, nell’immediato dopoguerra.
Due stampe colorate ai lati della credenza che raffigurano una donna napoletana e una siciliana sono la prova tangibile di essere finalmente arrivati nella casa al mare e danno il via alla visione magica dei ricordi d’infanzia che colorano di felicità i giochi sulla spiaggia, l’attesa del gelato, la caccia alle zanzare e le simpatiche vicissitudini di una famiglia numerosa.
Il romanzo, intriso di nostalgia, è animato dalla presenza delle Madri, una pluralità di donne che diventano per i bambini esseri incomprensibili e singolari ma anche figure mitologiche che scandiscono i riti del quotidiano riempiendolo di una serena e rassicurante presenza.
“Al mare” ci fa entrare in una cabina a righe azzurre e bianche riscaldata dal sole e dal calore famigliare, ci fa sciacquare i costumi al tramonto per poi correre a casa a gustare una squisita cena di pesce in famiglia, ci fa sentire tutta la malinconia della fine delle vacanze e la tristezza per l’avvicinarsi del rientro a scuola e ci fa rivivere il paradiso perduto dell’infanzia.
❓️Avete letto il romanzo? Amate i libri che hanno per protagonista l’infanzia e i ricordi ad essa legati?
