
Una fiaba delicata che parla di amore, incontri, dolore e assenza.
Puce’, piccola protagonista del romanzo, perde l’amica Poci’ in un tragico incidente. Per lenire la sofferenza e sentirsi meno sola, Puce’ decide di scrivere dei messaggi rivolti a se stessa e firmati dall’amica scomparsa.
Sentendosi terribilmente triste e sconsolata, Puce’ decide di intraprendere un lungo viaggio che le cambierà la vita.
Grazie alla chiocciola Coso, alla saggia tartaruga Nestore e al riccio Semolino, Puce’ ritroverà la voglia di vivere.
Se nel mito cosmogonico del “Kurmapurana” la tartaruga è il simbolo del mondo ( il cielo è la sua corazza ricurva, il corpo la terra), nel romanzo di Seyvos, Puce’ rappresenta tutti noi che soffriamo, piangiamo, sorridiamo e raggiungiamo la felicità dopo aver provato tanto dolore.
LA TARTARUGA CHE VIVEVA COME VOLEVA è un libro per piccoli e grandi filosofi, dedicato a tutte le anime sensibili! Io lo dedico a tutti voi! ❤️
P.s. In foto Penny e Scellino, le mie tartarughe curiose ed esploratrici provette!
