
🖋Mi sveglio. Ho il davanti della camicia rigido, marrone. Forse è sangue secco e io sono morto. L’aria dell’oceano mi convince a dubitarne, a girare la testa in due, tre riprese e verso i piedi. I piedi sono a terra. Forse sono caduto a faccia in giù nel fango. E comunque, sono ancora troppo ubriaco perché me ne importi.
Inizia così questo romanzo pieno di “cigolii e raffiche di nave e oceano”.
📖 Ci troviamo a Salem, Massachusetts, nel 1851. McGlue è tenuto sotto chiave nella stiva di una nave con l’accusa di aver ucciso il suo miglior amico. Ancora troppo ubriaco per ricordare gli eventi, scaverà nella sua mente alla ricerca della verità.
Il protagonista, che dà il nome al romanzo, è un furfante senza cuore e moralità che guarda il mondo esterno attraverso ritagli di giornale e le sbarre di una sporca cella.
Per tutto il romanzo, McGlue interrogherà una morte che ha il sapore di sangue e rum e l’aspetto di un fantasma (a lui tanto caro) che “scava nel suo cervello con un’unghia lunga”.
Anche nel suo esordio letterario, Ottessa Moshfegh non rinuncia a popolare il suo romanzo di anime nere, crudeltà e nebbie della mente.
L’inferno, quello vero, si nasconde nell’alcool, in una ferita alla testa e nei ricordi ovattati che cercano invano di prendere corpo.
L’autrice narra del fardello della coscienza e del caos dell’incertezza e lo fa disorientando il lettore e catapultandolo in un mondo crudo, spietato e grottesco in cui non c’è catarsi.
“McGlue” non è uno di quei libri che mi sento di consigliare a cuor leggero ma trovo che tutti i romanzi della Moshfegh ( che possano piacere o meno), siano comunque un’esperienza letteraria immersiva da provare.
Anche qui ritroverete il suo stile unico e i suoi mondi cupi e disturbanti.
Buona lettura🖤
Ringrazio Feltrinelli Editore per la copia e la fiducia.
❓️Voi amate questa autrice? Avete già letto o vorreste leggere alcuni dei suoi romanzi? Amate i libri cupi?
