
🖋Dicono che il mio problema è che ho un cuore troppo grande che lascia entrare troppe cose. Io sento tutto, è più forte di me. Non riesco a sopportarlo. Così metto i miei sentimenti nelle poesie. Mi piace pensare che ogni poesia sia come una stanzetta in cui rimango solo per poco tempo.
Quattro donne abitano le nove stanze di questo romanzo intimo e delicato che intreccia, in modo sorprendente, le loro esistenze e destini.
Tutto inizia con la scoperta di una scatola nascosta nell’intercapedine di una soffitta a South Boston che ha custodito per decenni tre quaderni contenenti il manoscritto originale de “La campana di vetro” di Sylvia Plath.
In un tempo che va dal 1953 al 2019, una curatrice d’aste, una brillante psichiatra e una poetessa ambiziosa riempiranno le pagine di questo libro con le loro vite, paure e desideri, svelando pian piano il dolore, la tristezza e i tormenti di una scrittrice tanto amata.
Questo mistery letterario, in cui perfino la morte diventa poesia, ogni persona è disposta a pagare cifre altissime per avere il manoscritto e un pezzo di Sylvia.
Ma qual è la scelta più giusta da fare per preservare una vita?
Tra ricordi, assenze, figure paterne da conquistare, il potere della poesia, rivalità, depressione e problemi di salute mentale, il romanzo di Kravetz rivela l’essenza intima di un cuore tanto grande quanto fragile che non seppe o non volle resistere al richiamo della morte.
Da leggere se amate Sylvia Plath, la poesia e i romanzi che hanno per protagoniste anime fragili.
Ringrazio Cristina e Fazi Editore per la copia in anteprima e la fiducia.
❓️Vi incuriosisce questo romanzo? Avete letto qualche opera di S.P? Qual è la parola che assocereste alla “Depressione”? Le mie sarebbero Buio e Vuoto.
