
Tre donne anziane. Una casa piena di ricordi. Un’amica che non c’è più.
Wendy, Jude e Adele sono amiche da una vita. Ma non sono più le stesse: il tempo passa, i corpi invecchiano e le illusioni svaniscono. E, ciliegina sulla torta, è venuta a mancare Sylvie, l’amica che teneva insieme tutte loro.
Jude (rigida e giudicante), Adele (attrice fallita) e Wendy (intellettuale smarrita dopo la morte del marito) si ritrovano assieme nella casa al mare dell’amica scomparsa per svuotarla.
Il weekend di Natale diventerà un campo minato: tra rimpianti che riemergono, vecchi rancori e la rabbia che cova sotto la superficie, la vecchiaia acuirà offese mai dimenticate e ipocrisie.
La scrittura della Wood è lucida, asciutta e spietata.
Nessuna edulcorazione, nessuna pietà.
In questo romanzo autenticamente disilluso, l’età non rende migliori, ma solo più stanchi e crudeli.
Che dire? Non ho apprezzato il gelo emotivo che regna tra le pagine. Comprendo l’intento ma le relazioni così svuotate di empatia alla lunga mi hanno disturbata.
A farmi riconciliare con l’autrice è stato però il finale che ho trovato visivamente ed emozionalmente potente.
Il tempo cura i rapporti o, al contrario, aiuta a smascherarli?
❓️Con il passare degli anni… vi sentite più vicini alla vostra migliore versione o più lontani da essa? Nella vita avete incontrato più amicizie preziose o più delusioni? Se vi va di chiacchierare, vi aspetto nei commenti 👇👇👇
