
Oscuro, sensuale e faustiano: Zofloya è gotico puro.
Nella Venezia patriarcale del Quattrocento che non perdona il desiderio femminile, la bella, nobile e crudele Vittoria Loredan osa tutto: amare liberamente, odiare visceralmente e agire con ferocia.
Quando la madre fugge con l’amante, rovinando il buon nome della famiglia e trascinando nel baratro tutti i suoi membri, le oscure inclinazioni della giovane prendono il sopravvento.
Guidata dal misterioso Zofloya, un moro dal fascino magnetico e tenebroso, Vittoria scivola sempre più profondamente verso l’abisso.
Purtroppo non posso dirvi di più della trama perché questo romanzo va assaporato in ogni sua pagina e tensione emotiva.
In questo capolavoro gotico ottocentesco, tra una Venezia opulenta e un castello solitario tra gli Appennini, avvolto dalla terribile sublimità della natura, i demoni del Male imperversano senza requie.
Charlotte Dacre ci regala uno dei romanzi più scandalosi del suo tempo, narrando le vicende di un’antieroina ambigua e sensuale, troppo viva e astuta per sopportare le catene sociali.
Con una scrittura ricca di pathos, l’autrice alterna visioni infernali e momenti di introspezione psicologica, fondendo fantastico e diabolico in un’unica atmosfera inquietante, straordinariamente attuale.
E si sa: ogni patto ha il suo prezzo.
Con questo romanzo disturbante e potente, che combina erotismo, violenza e colpa in un racconto di decadenza morale e fascinazione diabolica, Storie Effimere si conferma ancora una volta una delle più interessanti scoperte editoriali.
Se amate il gotico più cupo e psicologico, e volete esplorare la narrativa femminile dell’Ottocento, dovete assolutamente recuperare questo titolo.
Io l’ho amato… e divorato.
Ora tocca a voi!
Ringrazio la CE Storie Effimere per la copia e la fiducia.
