
✒️ Io porto la morte. Non puoi contrattare con me, non puoi corrompermi. Non puoi rubare quel che mi appartiene. Nessuno riesce a sfuggirmi.
☠️ E aggiungerei: nessuno può ingannare la morte. Mai.
In questa crepuscolare riscrittura della fiaba “Der Gevatter Tod” dei fratelli Grimm, il protagonista è un povero pescatore che sceglie la Morte come madrina del figlio, perché è l’unica davvero giusta, incorruttibile e imparziale.
In cambio, la Morte gli concede il potere di guarire i malati, trasformandolo nel medico più famoso del regno.
Ma questo dono magico ha un prezzo e l’uomo dovrà rispettare regole precise.
Quando lo sventurato deciderà di infrangere il patto, le conseguenze saranno terribili e del tutto inaspettate…
💔 “Madrina Morte” è un albo che resta.
Lo fa grazie a un finale intenso, capace di rimanere addosso anche dopo l’ultima pagina.
Le illustrazioni suggestive, dai colori vivi e cupi, si intrecciano magistralmente alle parole e narrano di destino e scelte con una forza sorprendente.
L’immagine che mi è rimasta più impressa? Quella del regno della Morte, rappresentato come un’enorme caverna buia, illuminata da candele di altezze diverse, ognuna proporzionata al tempo che ci resta da vivere.
Perché leggerlo? Perché è un albo coraggioso, che restituisce alla fiaba la sua verità più antica, con onestà e senza fare sconti.
❓️Vi incuriosisce questo albo? E ora una domanda molto difficile: vorreste sapere quanto vi resta da vivere?
🥹 Io all’inizio mi sentirei combattuta, ma alla fine sceglierei di non sapere nulla. Che il tempo a disposizione sia un solo giorno, un anno o un secolo, la vita va vissuta per ciò che è: la più meravigliosa, preziosa, inaspettata, dolorosa e sorprendente avventura.
Vi aspetto nei commenti, se vi va di chiacchierare insieme.😊⬇️⬇️⬇️
