
Si può ancora parlare di bene e male quando ogni scelta è dettata dalla sopravvivenza?
📖 Nella Roma del 1864, Angela Carbone, per sottrarsi alla povertà e a una famiglia violenta, ordisce un inganno ai danni di un ricco cavaliere, fingendo una gravidanza con l’aiuto dell’infida sorella Gertrude e di Luisa Stecca, punto di riferimento per le donne coinvolte in gravidanze spesso clandestine. Quando nasce il figlio di Amalia, una giovane sfortunata, sedotta e abbandonata, lo fa passare come suo.
Ma la verità, si sa, non può restare nascosta a lungo…
Basato su documenti degli archivi ecclesiastici, il romanzo restituisce il ritratto di una società dura e per nulla compassionevole, in cui le donne sono costrette a lottare per la sopravvivenza, difendendosi da uomini bugiardi e violenti, ricatti e dal rischio costante di perdere lavoro e onore.
Nella continua lotta tra moralismo e peccato, i drammi e gli infanticidi si intrecciano a destini di donne ferite e ostinate, disposte a tutto pur di non soccombere.
Tra vicoli polverosi, botteghe e pettegolezzi, la pulsante piazza del Fico, che dà il titolo al romanzo, diventa il simbolo di una comunità viva e contraddittoria, succube di una Chiesa prossima alla caduta del potere temporale che appare ipocrita, claustrofobica e incapace di offrire riparo o giustizia.
Ciò che ho apprezzato di più è il ritratto vivido di una società sospesa tra colpa e innocenza, che invita a riflettere sul senso della maternità e dei legami di sangue, ieri come oggi.
Ma se dal punto di vista storico il romanzo risulta solido e affascinante, sul piano narrativo mi ha lasciato un senso di distanza emotiva: l’impianto documentariale finisce per prevalere, soffocando quel pathos “emozionale” che avrebbe reso la vicenda ancora più coinvolgente.
Vi incuriosisce questo romanzo storico? Tra le righe si nasconde una domanda potentissima: “madre” è solo chi porta un figlio in grembo, o chi, con cuore e coraggio, sceglie di crescerlo e amarlo ogni giorno?
Ditemi la vostra…❤️⬇️⬇️⬇️
Grazie Piemme per la copia e la fiducia.








