Biografia · Narrativa · Temi sociali

đź”–PRIMORDIALE BELLEZZA di Lucia Valcepina

đź–‹“Per esprimere il dramma di quei tempi non servivano coltelli nĂ© cadaveri, ma semplicemente linee, colori e superfici.”

Di che colore è l’abisso?

Di un nero assoluto, buio come una notte senza luna e profondo come esistenze sfilacciate immerse nell’oblio disumano di una guerra ingiusta e crudele.

L’abisso è il pallido riflesso dorato di un grammofono rimasto muto, è il ritaglio di un cielo troppo lontano tra le sbarre di un carcere, è il filo spinato di un lager che spazza via sogni e futuro.

Come riemergere da tanta oscuritĂ ?

Tra le pagine vivide di questo romanzo biografico troverete tanto dolore ma anche tanto coraggio.

Con una penna delicata, struggente e attenta agli eventi storici, Lucia Valcepina narra una Como fucina d’arte e di modernitĂ , la battaglia dei partigiani, il vissuto di un’artista e le sorti di un’intera nazione.

Carla Badiali, protagonista del romanzo e pioniera dell’Astrattismo italiano, si ribella  all’orrore della Seconda Guerra Mondiale, al Fascismo e alle dure leggi razziali  aiutando la comunitĂ , falsificando documenti, sopportando il dolore per la deportazione del marito, e trovando la libertĂ  in armonie geometriche scaturite da gesti primitivi e forme ridotte all’essenziale.

Carla Badiali “fa resistenza” alla prigionia, alle torture e a una autoritĂ  scellerata che ha cancellato tutti i “colori” dalla tavolozza dell’esistenza di un intero popolo.

Dal suo pennello, intinto in un dolore profondissimo e in una voglia viscerale di sopravvivere , scaturisce una luce fortissima: è la “primordiale bellezza” della Speranza che invade il mondo intero, facendo rivivere in ogni cuore il sogno di un Paese libero.

đź”–Da leggere assolutamente, per non dimenticare…

Ringrazio Dominioni Editore per la copia e la fiducia.

Autobiografia · Classici della letteratura · Narrativa · Temi sociali

đź”–LESSICO FAMIGLIARE di Natalia Ginzburg

“Lessico famigliare” non e’ soltanto la storia della famiglia Levi, ebraica e antifascista, ma e’ per ammissione della stessa scrittrice “una folla di ricordi”.

Questo libro di memorie che ci fa conoscere da vicino la vita intima della Ginzburg, ha per protagonista un focolare domestico in cui convivono affetti sinceri, litigi, partenze, ritorni, pettegolezzi e la cornice storica ingombrante e spaventosa del fascismo e delle leggi razziali.

La scrittrice mantiene viva l’immagine di chi c’e’ ancora e di chi purtroppo non c’e’ piĂą perdendosi nel ricordo di un padre burbero e testardo, di una madre dall’animo buono ma a tratti frivola, dei fratelli dalle mutevoli passioni, del buon Adriano Olivetti a lei molto caro e dell’umbratile Cesare Pavese che non volle o non seppe vivere.

In un romanzo in cui menzogne e veritĂ  si intrecciano nella memoria, i veri protagonisti diventano i coloriti modi di dire del padre, le divertenti sottolineature della madre e i motti inventati dai fratelli.

Ho apprezzato molto la sensazione di quotidianitĂ  che trasuda dalle pagine del romanzo ma , se devo essere sincera, mi e’ mancato un po’ di cuore. In questo resoconto di ricordi preziosi ho sentito il vuoto attorno alla figura di Leone Ginzurg. Da romantica, mi sarei aspettata che la sua triste vicenda avesse un po’ piĂą di rilievo e sentimento.

❓️Voi avete letto il romanzo? Cosa ne pensate?