Senza categoria

đź”–ELIZABETH di Ken Greenhall

đź–‹” Entrate in camera vostra -magari a lume di candela-, e sedetevi da brave davanti al grande specchio: forse vedrete quello che ho visto io. State lì, tranquille, senza guardare nĂ© il vostro riflesso nĂ© lo specchio. Forse vi accorgerete che l’immagine non è la vostra, ma quella di una persona eccezionale vissuta in un altro tempo.”

Gli specchi sono oggetti misteriosi e dal fascino d’altri tempi. Vi siete mai chiesti cosa mostrano davvero?

In questo romanzo vi imbatterete in diversi specchi: riflessi di esistenze perdute, lame di luce che si tingono di oscuritĂ  e vite cristallizzate nel tempo.

Tra le pagine troverete anche la quattordicenne Elizabeth, che dopo la morte dei genitori, cui forse non è del tutto estranea, va a vivere dalla nonna, in una casa del 1836 con 23 specchi. Sotto lo stesso tetto vive anche la famiglia dello zio James con cui Elizabeth ha una torbida relazione sessuale.

Ma chi è davvero la protagonista di questo romanzo?

Una ragazzina vittima di abusi e di una famiglia disfunzionale o una carnefice che abbraccia totalmente la sua oscuritĂ ?

Può uno specchio rivelare la presenza di un’antenata accusata di stregoneria e aprire  le porte verso un mondo di conoscenza e potere in cui una donna basta a se stessa?

In questo romanzo dalle atmosfere gotiche tutto è intriso di simbolismo: il doppio, la caduta del mondo delle fiabe, la morte e il male.

Ciò che però non mi ha convinta del tutto  è l’asettico sentimento di rivalsa che infesta le pagine e la mancanza di sfumature nei protagonisti: nel mondo di  Elizabeth tutto è sacrificabile, l’amore è instabile e pericoloso, e nessuno è innocente. Se cercate umanitĂ  o sentimento, qui non ne troverete.

L’incipit, che mi ha ricordato moltissimo le atmosfere di “Abbiamo sempre vissuto nel castello” della Jackson, resta solo un avvincente e cupo attacco letterario che però non ha un prosieguo.

Il finale è condensato in poche righe e, pur essendo d’effetto, lascia il lettore affamato di risposte che, ahimè,  non arriveranno mai.

Ciò che invece ho amato moltissimo sono le atmosfere quasi evanescenti di una cittĂ  nera come le anime che vi abitano e una trama che apre a diverse chiavi di lettura: c’è chi vedrĂ  in Elizabeth una vittima, chi amerĂ  abbandonarsi all’elemento gotico e misterioso e chi, tra le pagine, non vedrĂ  che il trionfo del Male.

❓️Lo avete letto?Vi incuriosisce? Quando leggete un romanzo preferite immergervi  nelle atmosfere o perdervi negli intrecci della trama? Vi aspetto, curiosa come sempre, nei commenti⬇️⬇️⬇️