
✒️ Là io ero una straniera aggirantesi per stanze che le erano ignote, e che sedeva in una poltrona davanti a una scrivania non sua.
🌹Avete presente la sensazione dolorosa che provoca una spina nel dito?
Se siete fortunati riuscirete a estrarla facilmente ma, se così non fosse, la spina potrebbe spezzarsi e causare un’infezione.
“Il corpo estraneo” che si insinua nella mente e nel cuore della timida seconda moglie di Maxim de Winter è arrivato in profondità ed è difficile da rimuovere: quella piccola e scarna scheggia penetrante fa breccia nell’anima della giovane donna avvelenandola con un’insicurezza strisciante e pericolosi rimuginii.
Come non sentirsi estranei in una dimora incantata e terribile in cui riecheggiano ancora passi, abitudini, pietanze e profumi di un’altra donna?
Come strappare dal cuore del marito il passato con l’attraente e carismatica Rebecca, morta fatalmente in mare?
In una dimora incastonata tra giardini in fiore, cupe foreste e una scogliera a picco sul mare, mentre l’inquietudine serpeggia silente, i pensieri diventano un tormento, l’inadeguatezza si trasforma in ossessione e una barriera sempre più alta, oscura e invisibile, mina un rapporto sentimentale.
Come abbattere i silenzi? Cosa fare per essere amati per ciò che si è?
Come in un delirio i volti delle due donne si sovrappongono e i fantasmi regnano ovunque: nella calligrafia sghemba di una dedica d’amore in un libro, nel costume di un ballo in maschera, nella venerazione di un’arcigna governante, nella stanza da letto diventata reliquia di un tempo perduto e nella voce melliflua del mare che restituisce un corpo svelando terribili segreti.
Tra torbe di brughiera e presagi di tempesta, riuscirà la giovane protagonista a combattere i suoi demoni e a guardare avanti con coraggio?
👉 Leggetelo se amate i thriller psicologici, le atmosfere gotiche e la poesia di un fiore che sboccia.
❓️Avete letto Rebecca? Voi siete intraprendenti o timid*?









