
Arte e Follia sono compatibili?
Quella che vi racconterò oggi è una storia che mi ha toccata nel profondo e che vorrei condividere con tutti voi.
In questo affascinante saggio, che inizia con un excursus sui grandi maestri della psicologia, psichiatria e delle neuroscienze (da Jaspers a Prinzhorn, da Jung a Lacan), scopriamo un giovane Vittorino Andreoli (oggi psichiatra di fama internazionale) intento a occuparsi dell’Atelier di pittura del manicomio di San Giacomo della Tomba.
In una società che in passato ha considerato i malati mentali alla stessa stregua degli animali, l’Atelier rappresenta un luogo “sicuro” in cui il paziente psichiatrico può entrare in una dimensione delicata di “sentire umano”, instaurando una relazione serena con chi indossa il camice.
E proprio in quell’occasione, Andreoli incontra Carlo Zinelli, schizofrenico grave, con cui instaurerà un rapporto professionale e d’amicizia che durerà per tutta la vita.
Ma chi era Carlo Zinelli, oggi consacrato a livello mondiale come uno dei tre massimi artisti dell’Art Brut?
Carlo era un animo delicato, in simbiosi con la natura, che all’improvviso fu costretto ad arruolarsi nell’esercito e a vivere in prima persona tutte le atrocità di una guerra ingiusta e crudele.
Le cicatrici dell’anima di quell’esperienza lo segneranno per sempre, tramutandosi presto in una terribile sentenza: schizofrenia grave.
Nelle sue opere, pero’, Carlo puo’ tornare dove è stato davvero felice, tra gli animali, gli uomini, i colori, i fiori e la musica.
Il suo mondo grafico simbolizzato, contraddistinto da una forza cromatica unica, diventa un universo creativo intimo e profondo che neppure la malattia riesce a recidere.
A questo punto vi chiederete: può un paziente psichiatrico essere un vero artista? È possibile leggere graficamente un disturbo mentale?
Nel saggio troverete tutte le risposte…
Leggetelo se anche voi siete affascinati “da tutto ciò che c’è di profondamente umano nella follia”.
Ringrazio la CE per la copia e la fiducia.

