Mistero · Narrativa

🔖IL CADAVERE RAPITO di Marcel Jouhandeau 

Come definire questo racconto?
Un dramma metafisico, una tragedia grottesca o una storia intrisa di misticismo gotico?
Forse è tutte queste cose insieme.

Ciò che è certo è che raramente si incontra un personaggio tanto oscuro, lirico e suggestivo quanto Padre Diverneresse.

Sacerdote apparentemente sottratto al fluire del tempo, Diverneresse è una figura enigmatica, sospesa tra umano e divino. Arcigno, eccentrico e irascibile, porta negli occhi il riflesso di visioni chimeriche e custodisce nel cuore un segreto indicibile.

Qualcosa dentro di lui cambia quando nella comunità giunge Angèle, proveniente da Chaminandour (lo stesso villaggio natale del prete), incaricata dalla madre superiora di dirigere la scuola di Port-Salut.

Il loro incontro cambierà profondamente entrambi. Nel riscoprire il senso autentico della propria vocazione, Diverneresse e Angèle sembrano fondersi in un’unica tensione spirituale, in un legame che trascende le convenzioni. Ma mentre la loro intesa si fa sempre più profonda, la comunità reagisce con ostilità. Nella provincia francese le voci si moltiplicano, la “brava gente” si erge a tribunale morale, e si parla di stregoneria, sacrilegio, eresia, persino di incesto e satanismo. E non era stata forse, pensandoci bene,  l’ex perpetua a sostenere di aver visto uno scheletro nascosto nell’armadio del curato?

Dell’epilogo posso solo dire che è il fulcro del racconto: un finale capace di intrecciare santità, eresia e disvelamento con maestria,  mantenendo fino all’ultima pagina un equilibrio sottile e perturbante.

La nota biografica aggiunge ulteriore profondità all’opera. Padre Diverneresse rappresenta il doppio dell’autore:  Jouhandeau, segnato dal conflitto interiore legato alla propria identità sessuale e alle proprie scelte, visse a lungo sotto il peso della colpa e del peccato. Nei suoi racconti tenta di restituire i personaggi a un’innocenza primordiale, come se attraverso la narrazione fosse possibile trovare la catarsi, seppur nel crimine e nell’abiezione.

In questa prospettiva, la cittadina di Port-Salut diventa il luogo-simbolo dell’espiazione, mentre la natale Chaminandour, trasfigurazione letteraria di Guéret, cittadina del Limousin in cui l’autore ha trascorso infanzia e adolescenza, assume i contorni di uno spazio della memoria, quasi proustiano, in cui il ricordo si fa materia viva e tormentata.

Leggetelo per scoprire la penna di un autore che ha ancora tanto da dirci.

❓️Vi ho incuriosito? Può un pettegolezzo crudele trasformarsi in condanna? Dimmi cosa ne pensi…

Inquietante · Mistero · Narrativa · Temi sociali

🔖CHI È PARTITO E CHI È RIMASTO di Barbara Comyns

✒️ Chi sarà il prossimo a essere colpito dalla fatale follia?

In un piccolo villaggio inglese di fine ‘800,  la quotidianità della comunità e della famiglia Willoweed, eccentrica stirpe con a capo una tirannica matriarca, viene sconvolta da un’inondazione e da terribili calamità.

Gli abitanti, travolti da una misteriosa pazzia, cercano di trovare la causa dei loro mali. Riusciranno nell’impresa?

😅 Se cercate buoni sentimenti tra le pagine di questo libro, ahimè, non ne troverete.

In questo romanzo oscuro, a metà tra incubo e favola nera, la malvagità dilaga.

I personaggi (adulti e bambini), in bilico tra essere vittime e carnefici, si nutrono di sofferenza e cattiveria, quasi non fossero toccati dell’orrore che li circonda.

Barbara Comyns, penna fuori dal comune, dissacra le convenzioni sociali usando il villaggio come metafora di un mondo chiuso e archetipico e la famiglia matriarcale come simbolo vetusto di oppressione e decadenza sociale.

A far da padrone sono grottesco e ironia che rimbalzano tra il dolore e la solitudine di questa piccola comunità rurale.

Che dire?

A fine lettura mi è rimasta addosso la cupa inquietudine di una società malata che non solo non si prodiga per il prossimo ma che è completamente indifferente al dolore altrui.

Leggerò altro dell’autrice?

Sicuramente sì, ma mi serve un po’ di tempo… l’oscurità va bevuta a piccoli sorsi.

👉 Leggetelo se amate le favole nere, la critica sociale e le famiglie eccentriche.

❓️Avete letto qualcosa di questa autrice? Vi riconoscete di più in “chi è rimasto” o “chi è partito”?

Vi leggo, curiosa come sempre, nei commenti ⬇️⬇️⬇️

🐊❤️📚

Gotico · Inquietante · Narrativa · Temi sociali

🔖BENEDETTO È IL FRUTTO di Rachel Ingalls

✒️”C’è sempre qualcosa da perdere, qualcosa che possono portarti via.”

Il “cambiamento” è sempre un bene?

In questa raccolta di racconti è quasi un’ossessione, un altalenante avvicendarsi di pace e guerra, felicità e dolore che, improvvisamente, tocca un’esistenza trasformandola per sempre.

Questa “evoluzione” potrebbe avvenire in qualsiasi momento e in qualunque luogo: nella cella di pietra di un antico convento quando un monaco scopre di essere gravido; tra le mura di un castello vittoriano immerso in una campagna spettrale dove una coppia si ritrova in balia di sconosciuti; in una soffitta silenziosa in cui un uomo crea, all’insaputa della moglie, una bambola esuberante e realissima; dietro le sbarre di un carcere per aver rubato un tozzo di pane o nella mania di spedire una cartolina di troppo.

Non importa dove o quando accada: il cambiamento è ineluttabile e inarrestabile. Impossibile tornare indietro.

Nei cinque racconti raccapriccianti e grotteschi di questa raccolta allucinata, l’autrice narra, con un piglio quasi morboso, i vizi degli uomini, una tagliente critica sociale e i demoni della mente, tracciando il confine sottile che separa devozione e fanatismo, apparenza familiare e assurdo.

In un mondo evanescente e minaccioso abitato da nebbia, inquietudine, uomini egoisti e donne considerate irragionevolmente inferiori, la fede si lacera, “le disquisizioni diventano inquisizioni” e incomprensibili fatalità incombono tristemente sulle esistenze dei protagonisti.

Nonostante abbia adorato le atmosfere alla Jackson. Kristof e Mosfegh, e l’annichilente e dissacrante “senso della vita” con cui gioca l’autrice, non ho amato i finali aperti o  la narrazione tranciata in “medias res”.

Naturalmente è un mio gusto personale  ma, soprattutto nei racconti brevi, credo sia buono e giusto poter mettere “un punto” alla storia.

Detto questo, sapete quanto io ami i libri fuori dagli schemi e questo, decisamente, lo è!

❓️Vi incuriosisce questo titolo Adelphi? Amate i cambiamenti? Cambiereste qualcosa nella vostra vita (lavoro, casa, amore, ecc.)? Vi aspetto, curiosa come sempre, nei commenti. ⬇️⬇️⬇️

Narrativa

🔖POVERE CREATURE! di Alasdair Gray

🖋Nell’ultima settimana del febbraio 1881, al numero 18 di Park Circus a Glasgow, un chirurgo geniale utilizzò resti umani per creare una donna venticinquenne.

📖 Penserete che su questo libro sia  già stato detto tutto! Allora perché leggerlo?

Per provare a indovinare i classici della letteratura che si nascondono tra le righe? Per l’umorismo macabro e il grottesco? Per l’oscuro potere di attrazione che emana il morboso ottocentesco? O forse per le illustrazioni particolari che fanno capolino qua e là?

Non saprei darvi una risposta certa, posso solo dirvi che tra le pagine di questo romanzo troverete mostri, non-mostri, personaggi crudeli, un uomo buono che “insegna le cose belle e importanti del mondo”, un medico che cerca qualcuno da ammirare, due strambi conigli “a metà” e Bell Baxter, una donna brillante, anticonformista e unica che non ha paura di dire ciò che pensa.

E se è vero che “non vale la pena di avere una vita in cui manchi la libertà di scelta”, allora leggete assolutamente questo libro!

Perché in fondo siamo tutti  povere creature, noi che scalciamo per trovare il nostro posto nel mondo e che siamo costretti a portare delle maschere, noi che lottiamo con i misteri dell’esistenza che “ci mettono in pericolo, ci sostengono e ci distruggono”, noi che cerchiamo di intrappolare gli altri con le parole e che siamo vittime dei nostri desideri.

❤️ Questo libro parla di tutti noi, povere creature.

❓️Avete già letto il romanzo o visto il film? Vi incuriosiscono?  Cosa ne pensate? Vi leggo nei  commenti ⬇️⬇️⬇️