
Come definire questo racconto?
Un dramma metafisico, una tragedia grottesca o una storia intrisa di misticismo gotico?
Forse è tutte queste cose insieme.
Ciò che è certo è che raramente si incontra un personaggio tanto oscuro, lirico e suggestivo quanto Padre Diverneresse.
Sacerdote apparentemente sottratto al fluire del tempo, Diverneresse è una figura enigmatica, sospesa tra umano e divino. Arcigno, eccentrico e irascibile, porta negli occhi il riflesso di visioni chimeriche e custodisce nel cuore un segreto indicibile.
Qualcosa dentro di lui cambia quando nella comunità giunge Angèle, proveniente da Chaminandour (lo stesso villaggio natale del prete), incaricata dalla madre superiora di dirigere la scuola di Port-Salut.
Il loro incontro cambierà profondamente entrambi. Nel riscoprire il senso autentico della propria vocazione, Diverneresse e Angèle sembrano fondersi in un’unica tensione spirituale, in un legame che trascende le convenzioni. Ma mentre la loro intesa si fa sempre più profonda, la comunità reagisce con ostilità. Nella provincia francese le voci si moltiplicano, la “brava gente” si erge a tribunale morale, e si parla di stregoneria, sacrilegio, eresia, persino di incesto e satanismo. E non era stata forse, pensandoci bene, l’ex perpetua a sostenere di aver visto uno scheletro nascosto nell’armadio del curato?
Dell’epilogo posso solo dire che è il fulcro del racconto: un finale capace di intrecciare santità, eresia e disvelamento con maestria, mantenendo fino all’ultima pagina un equilibrio sottile e perturbante.
La nota biografica aggiunge ulteriore profondità all’opera. Padre Diverneresse rappresenta il doppio dell’autore: Jouhandeau, segnato dal conflitto interiore legato alla propria identità sessuale e alle proprie scelte, visse a lungo sotto il peso della colpa e del peccato. Nei suoi racconti tenta di restituire i personaggi a un’innocenza primordiale, come se attraverso la narrazione fosse possibile trovare la catarsi, seppur nel crimine e nell’abiezione.
In questa prospettiva, la cittadina di Port-Salut diventa il luogo-simbolo dell’espiazione, mentre la natale Chaminandour, trasfigurazione letteraria di Guéret, cittadina del Limousin in cui l’autore ha trascorso infanzia e adolescenza, assume i contorni di uno spazio della memoria, quasi proustiano, in cui il ricordo si fa materia viva e tormentata.
Leggetelo per scoprire la penna di un autore che ha ancora tanto da dirci.
❓️Vi ho incuriosito? Può un pettegolezzo crudele trasformarsi in condanna? Dimmi cosa ne pensi…



