
Australia, 14 febbraio 1900.
Per le allieve dell’aristocratico Appleyard College è un San Valentino speciale: le attende un’entusiasmante gita a Hanging Rock.
Questa giornata gioiosa e piena di sole, perfetta per un delizioso picnic, si trasforma bene presto in un evento doloroso: nel pomeriggio, alcune allieve e un’insegnante spariscono tra le rocce senza lasciare traccia.
Giornalisti, curiosi e sciacalli accorrono attratti dalla notizia, gridando allo scandalo.
Se tra le rocce vulcaniche si cercano testimonianze, colpevoli, cadaveri o miracoli, all’interno del collegio l’ombra di Hanging Rock pesa quasi fisicamente sull’anima delle allieve, dei domestici, delle insegnanti e dell’arcigna direttrice, portando isterie, sventure e un’oscurità incombente che, giorno dopo giorno, diventa sempre più soffocante.
Tra le pagine si respira un’atmosfera sinistra e densa di inquietudine, intervallata (e quasi spezzata) da una quotidianità dirompente che sfuma e fa dimenticare, per un attimo, la tragedia.
Il mistero aleggia tra le vette immortali, in un suono curioso di rumori tamburi che irrompe in pianura, nella tranquillità quasi innaturale dei sentieri cancellati dal tempo e tra le mura del claustrofobico collegio.
Ma cos’è successo davvero tra quelle sporgenze isolate di roccia? Quelle giovani erano predestinate a un finale fatale? Cosa ne è stato di loro?
La soluzione all’enigma è nascosta nel capitolo 18, che l’autrice rimosse per volere dell’editore, disponendo la pubblicazione solo dopo la morte, avvenuta nel 1984. Personalmente avrei fatto a meno di questo capitolo che profuma (un po’ troppo) di esoterico, ma mon posso dirvi di più….
A volte, è meglio che un mistero rimanga un mistero!😅
Vi consiglio di recuperare il film del 1975 del regista Peter Weir: io l’ho trovato davvero suggestivo, sia per i costumi che per le atmosfere.
❓️Lo avete letto? Vi incuriosisce questo romanzo? Vi è capitato di provare inquietudine o paura nei confronti della natura?

